Progettata dalla Fondazione Alario per Elea-Velia, con il patrocinio di RAI INTERNATIONAL, è stata realizzata in collaborazione con: VRLAB del Dipartimento di Matematica ed Informatica - Università degli Studi di Salerno, Dipartimento di Linguistica dell'Università della Calabria (ESG), CINECA - Consorzio Interuniversitario di Bologna, CNR - ITABC (Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali) di Roma, CONSORZIO ATENEO di Amalfi per l'Alta Formazione e di Ricerca per i Beni Culturali della Televisione, del Cinema, della Musica e della Multimedialità, CUEBC - Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello, CeRICT - Polo Sistemi Informativi e Interattivi Salerno, Comune di Ascea.
L'esposizione presenta quanto di più innovativo esiste in Italia nel campo della valorizzazione dei siti archeologici utilizzando le nuove tecnologie multimediali (realtà virtuale e aumentata, film stereoscopici e tridimensionali…). Concepita nel cuore della Magna Grecia, essa è dedicata ai principali siti archeologici dell'Italia centro-meridionale sia di età greca che romana.
Per l'innovazione dei contenuti e delle tecnologie adottate e per l'ampio e qualificato numero dei partner coinvolti, questa mostra rappresenta un evento di grande valore sia perché del tutto priva di precedenti in Italia, sia perché suscettibile di attirare flussi considerevoli di visitatori sul territorio coinvolto anche in stagioni a bassa frequentazione turistica. Una porta agli Scavi di Velia.
La Mostra, nata da un'intuizione della dr Paola de Roberto, direttore della Fondazione Alario per Elea-Velia e realizzata in particolare grazie alla collaborazione scientifica della prof. Genny Tortora e dai prof.ri Michele Nappi e Andrea Abate del Dipartimento di Matematica ed Informatica dell'Università di Salerno, valorizza i lavori scientifici già realizzati sul tema da alcuni dei partner del progetto, proponendoli con una nuova regia in modo da offrire al visitatore un itinerario di altissima suggestione che consenta di ripercorrere i tratti salienti dello sviluppo della civiltà romana e della Magna Grecia. Solo a titolo di esempio, l'allestimento prevede l'impiego di Avatar, la ricostruzione tridimensionale di alcuni ambienti di Pompei tra cui la casa del Centenario e la restituzione del sito di Murecine, bonificato (coperto) e non più accessibile immediatamente dopo le indagini archeologiche.
Il visitatore avrà così modo sia di avvicinarsi ai temi dell'arte e della civiltà classica con l'ausilio di mezzi di comunicazione e divulgazione altamente scientifici e del tutto innovativi, sia di apprezzare l'importanza dell'impiego di queste tecnologie per "restituire" e tramandare ai posteri evidenze archeologiche destinate altrimenti a scomparire per sempre.